Facevano “ammuina” gli addetti all’OP. Si muovevano ma non colpivano. Ordini dall’alto.
Tutto finisce, l’importante è salvare il culo, la carriera, il posto. Ed un morto non avrebbe aiutato. Ha rischiato l’operatore sul campo, che ha subito una decisione politica, che cinicamente potrei anche comprendere, ma lo stomaco no, non vuole farlo.
Tanto Maroni sarebbe stato crocifisso sia che avesse adottato una strategia interventista, sia come è accaduto, avesse usato una strategia “rammollita”. Ed un morto non avrebbe contribuito a stemperare una già considerevole “tensione sociale”.
Al contrario il ritorno politico è considerevole. La sinistra ha mostrato il suo lato eversivo e il centrodestra ha guadagnato consensi.
Ottima strategia Signor Ministro.
Ma fa sempre senso vedere che i risultati si ottengono grazie ad “agenti sacrificati”, questa volta intendendo non già una figura dell’intelligence,ma veri e propri agenti esposti alle recrudescenze del fenomeno eversivo senza poterlo arginare. E questo mi dispiace. Perchè non credo alla teoria degli agenti provocatori. Non che non esistano, è solo che stavolta non ci credo.
Sappiamo tutti, perchè tutti abbiamo fatto il “militare a Cuneo”, che l’eversione ha per gli Stati la duplice veste di risorsa/problema. Non serve dire se sia giusto o no. E’ come se uno avesse una mano a carte e volesse dare un giudizio di merito. A che serve? Hai quelle carte e dunque giocale no?
Un sincero saluto a tutti gli agenti provocatori e a tutti gli agenti sacrificati. Non è colpa di nessuno, Signori: era così dai tempi di Sun Tzu. Da sempre esistono risorse “sacrificabili”. Cosa ne pensino i diretti interessati non è dato saperlo. Probabile che da professionisti capiscano. Col cervello: che lo sappiamo che lo stomaco è sempre uguale per tutti. Anche per quelli che decidono chi debba essere sacrificato.
Ma questo lo sapete già, ognuno per quanto di competenza.